Storia
di un pupazzo alla scoperta del mondo (e del suo animatore)
Per la prima volta esce di casa … Il sole lo abbaglia,
la notte lo avvolge, la nuvola lo bagna, la bambina che
incontra lo emoziona, il mondo č lí, da scoprire. Questa
č la storia di Bombolo.
Bombolo
non č il nome di un bambino. Bombolo č il nome di un pupazzo.
Lo ha costruito quello stesso animatore che lo muove,
a vista, sulla scena. Anzi č l ´animatore che lo accompagna
con discrezione, quasi lo protegge senza troppo apparire,
nel dispanarsi della vicenda.
La
storia di Bombolo č quella della scoperta del mondo, di
quel mondo che aspetta ogni bambino fuori della sua stanza,
dalla sua casa, dal palazzo, appena lasciata la mano del
proprio genitore; e di quel mondo che ogni piccolo individuo
scopre piano piano dentro di se, tanto vasto quanto quello
che si vede fuori dalla finestra.
L´azione si svolge dentro una baracca dei burattini, un
grande contenitore concepito come un vero teatro in miniatura,
provvisto di palcoscenico, quinte, fondali, graticcio,
tiri e americane per i fari. La scenografia rappresenta
il cortile della casa di Bombolo, circondato da alti palazzi
e da strade.
Lo spettacolo č articolato in quadri, dalla nascita di
Bombolo alla sua uscita al mondo. Non utilizza linguaggio
verbale, ogni quadro č reso comprensibile dai movimenti
(il pupazzo č animato a vista dall´animatore che interagisce
con lui) e dalla musica.
Bombolo
č una marionetta scolpita in legno: lo stile dei pupazzi
e delle scenografie richiamano l´arte del primo ´900 e
un certo genere di giocattoli che avevano un marcato richiamo
alle avanguardie artistiche del periodo.
intorno